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150 Ragioni NO TAV

 

IL LIBRO NERO DELLA TAV di IVAN CICCONI

 

 

 

 

 

 

 

 


COMITATO NO TAV AVIGLIANA
F

FF

 

Il Comitato NO TAV di Avigliana è nato in forma spontanea a gennaio 2006 con lo scopo di informare la cittadinanza delle criticità dell'opera. [...]



 

 

 

 

 

 

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Il flop dell’Alta velocità

Prima di avviare la costruzione della Torino-Lione, si dovrebbero guardare i dati. E quelli relativi alla linea ad Alta Velocità già realizzata ci dicono che i passeggeri delle “Frecce” non giustificano la Tav. Una ricerca del Politecnico di Milano svela un “buco” di milioni di utenti.

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OSSERVAZIONI
Al documento del Governo Italiano

“TAV TORINO-LIONE
DOMANDE E RISPOSTE”

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Crisi: Portogallo sospende progetto alta velocita' Lisbona-Madrid

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 22 mar - Il Portogallo
sospendera' definitivamente il progetto di costruzione di una
linea ferroviaria ad alta velocita' tra Lisbona e Madrid, che
avrebbe dovuto collegare le due capitali in meno di tre ore.
Lo ha annunciato il ministero dell'Economia portoghese. Il
Portogallo e' attualmente sotto un programma di assistenza
finanziaria internazionale e aveva inizialmente previsto di
realizzare il progetto per il 2013.

 

 

14 MOTIVI PER NON FARE LA TORINO-LIONE
TAV TORINO-LIONE

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Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto
Lione-Torino(sezione internazionale)

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L'IMPATTO DELL'OPERA SULLA SALUTE

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STUDI SULL’ALTA VELOCITA’

POLITECNICO DI TORINO

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PROF. TARTAGLIA: LETTERA A MONTI

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Il Ministro Cancellieri, sul grave incidente che ha colpito il Sig. Abbà ha comunicato che "è un fatto molto grave e triste perché tocca una giovane persona: su questo ci vuole una forte riflessione e molto dialogo, ma bisogna anche tenere conto delle scelte fatte con assoluta coscienza e attenzione".

 

Bene, sulla dichiarazione "scelte fatte con assoluta coscienze ed attenzione" siamo a replicare che ciò non è vero.

* l'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici ha constatato l'effettivo "caos" in riferimento alla normativa applicabile. In molti atti ed in particolare lo stesso Ministero delle Infrastrutture, con documento del 2007, ha indicato, quale procedura da seguire, la legge ordinaria e non la legge obiettivo. Sul tema una delibera del CIPE del 2009, avente ad oggetto le opere strategiche di cui alla legge obiettivo, ha escluso l'applicabilità della predetta legge all'opera della NLTL.


* Non è esistita alcuna coscienza ed attenzione nella ricomposizione dell'Osservatorio, ipotetico luogo di confronto e partecipazione, in quanto la Comunità Montana Valle di Susa ne è stata esclusa con un DCPM .... motivando tale esclusione con la circostanza che la Comunità Montana "non ha la sensibilità politica ed istituzionale atta a rappresentare la comunità della Val di Susa".


* Non è stata svolta alcuna gara d'appalto nonostante nella richiesta di finanziamento del 2007 fosse espressamente prevista.
* il CUP attribuito (J41C07000000001) nella delibera cipe n. 68/2010 (tunnel Chiomonte) è identico al CUP della AV/AC Milano Verona che nulla c'entra con la NLTL


* la LTF non ha alcun rispetto della giurisdizione italiana e avanti al TAR Piemonte ha opposto di non essere soggetta alla giurisdizione predetta. Sul punto il Tar (sentenza Tar Piemonte n. 113/2012) ha così risposto all'eccezione di LTF: "...La tesi propugnata da parte resistente pare presupporre una sorta di non prevista immunità di LTF in relazione ad attività di certa rilevanza pubblicistica e procedimentale nell’ambito del territorio nazionale ed è quindi infondata..."


Come sempre disponibili ad inviare gli atti comprovanti queste brevi osservazioni.

 

 

I dubbi della Corte dei Conti sulla gestione Moretti di Fs

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Dibattitto sul TAV - 4 Novembre 2011 Politecnico di Torino - NOTAV vs SITAV

 

 

TAV e Salute

Politecnico di Torino, 6 ottobre 2011
Quali rischi per l'ambiente, i lavoratori dei cantieri, i cittadini della Valle di Susa e dell'area torinese?

 

 

 

Firenze, 16.9.’11

LETTERA APERTA DA FIRENZE A UN SINDACO

DELLA VAL DI SUSA

Il presidente dell’associazione ecologista toscana Idra

ringrazia il sindaco del Comune di Avigliana Carla Mattioli

 

L‘associazione ecologista fiorentina Idra desidera esprimerLe, gentile sindaco Mattioli, il proprio vivo apprezzamento per le parole chiare e dignitosissime pronunciate ieri sera, nel corso della trasmissione televisiva Piazzapulita andata in onda su La7, all’indirizzo del sindaco di Firenze Matteo Renzi a proposito delle conseguenze che la TAV è destinata a provocare, in Val di Susa come a Torino come a Firenze, sull’ambiente, sulla salute dei cittadini, sull’economia locale e nazionale.

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TRASPORTI GUIDATI DAI LUOGHI COMUNI

Il dibattito sui trasporti si fonda su un numero ridotto di concetti, molto semplificati e superficiali. E incentrati a favorire un aumento della dotazione di infrastrutture. Per rispondere a precisi interessi di lobby che si sono formati in tutta Europa fin dagli anni Ottanta. Per questo oggi la costruzione di una strada o di una ferrovia comporta in genere una sottostima dei costi e una sovrastima della domanda. Basterebbe una corretta informazione per smontare i luoghi comuni. Ma non è semplice perché si toccano corde irrazionali nella popolazione e interessi costituiti.

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Tav Lione-Torino e ‘ndrangheta piemontese: l’operazione Minotauro scopre che i binari sono paralleli

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Osservatorio infrastrutture:

«Costi troppo alti per pochi benefici»

(ANSA) – MILANO, 16 AGO – «Il ponte sullo Stretto, il traforo della Val Susa e il terzo valico Milano-Genova vanno cancellati in quanto non in grado di reggere ad una seria analisi della domanda e di comparazione tra costi e benefici, mentre la realizzazione del nuovo traforo del Brennero trova la sua ragione nel sostenuto traffico di merci in treno attuale e futuro». Lo sostiene l’Ossevatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni nelle Infrastrutture e nei Trasporti (Onlit) in una nota a commento della manovra correttiva del governo. Secondo Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio, «la manovra del Governo, per convincere i mercati e la Bce, non può far perno solo sulla spesa corrente, ma deve segnare una svolta nelle inefficienti politiche di investimento». «I soldi pubblici – spiega – devono essere investiti dove c’è un ritorno in termini di rendimento economico e sociale e in primo luogo va rivisto il programma delle grandi opere».

TRASPORTI: ONLIT; NO PONTE STRETTO E TAV VALSUSA

(ANSA) – MILANO, 16 AGO – «Va anche ripensato il modello nostrano di project financing – aggiunge il presidente Onlit – sotto la cui etichetta si mascherano nuovi interventi pubblici con finalità assistenziali, che portano fuori controllo anche la spesa in conto capitale attraverso il Cipe e la Cassa depositi Prestiti». A titolo di esempio Balotta cita «i lavori della privatissima BreBeMi (l’autostrada Brescia, Bergamo, Milano, ndr)», i quali «sono partiti grazie ad un prestito fuori mercato di 750 milioni della Cdp, agli anticipi di 175 milioni delle Fs e con un capitale di rischio irrisorio del 20%». Infine il presidente dell’Osservatorio chiede che «si faccia una seria authority dei trasporti in grado di regolare i monopoli pubblici e privati, che hanno enormi profitti ma canoni concessori pagati allo Stato irrisori». «Le garanzie finanziarie pubbliche – conclude – portano acosti di costruzione di ferrovie e autostrade tripli ed a tempi di realizzazione quadrupli rispetto a quelli europei. È bene che il Governo e il Parlamento si sveglino, prima che lo chieda l’Unione Europea».

 

 

4.08.2011 - Turi, sfida NO TAV non violenta

Turi Vaccaro, il pacifista NO TAV, è riuscito a entrare nella zona rossa al check point di Chiomonte verso le 16.15 e con una delle sue azioni molto determinate è salito sul grande pino di fianco alla centrale proprio sopra alla Dora. Non vuole scendere! Sono arrivati i pompieri che ripetutamente hanno cercato di raggiungerlo con la scala a stadi. Ma lui si è sempre rifiutato. Ora gli hanno passato una semplice coperta perchè il buio sta scendendo. Non è legato, si sta tenendo su a braccia. Ha chiesto dei giornalisti e parla solo a distanza

 

 

 

 

 

TAV Val di Susa: docenti e ricercatori chiedono una discussione trasparente ed oggettiva sulle motivazioni della “grande opera”

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24-07-2011 Testimonianza della persona ferita gravemente dal lancio di un lacrimogeno in piena faccia

 

 

 

 

Fratelli di TAV

Fratelli di TAV from Fratelli No Tav on Vimeo.

Effetti collaterali del "treno ad alta velocità" (documentario, colore, 2008).
Una video-inchiesta sull'impatto della TAV lungo la penisola italiana. Lo scenario che si dipana analizzando l'impatto che questa "Grande Opera" esercita sui territori che attraversa - in termini ambientali, sociali ed economico/finanziari - è sorprendente.
Altrettanto sorprendenti ed esemplari le proteste delle popolazioni che quell'impatto, inevitabilmente, subiscono. "Fratelli di Tav" combina il racconto di queste lotte ad una spinosa inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, imprese e corruzione politica - rapporti anch'essi ad "Alta Velocità" - intercorsi nella realizzazione della Tav.
Un'analisi scomoda che svela quali inquietanti dettagli siano sepolti tra cemento e binari sotto ogni tratto della ferrovia che, lentamente ed a costi esorbitanti, viene portato a termine.

Un documentario di Manolo Luppichini e Claudio Metallo

 

 

Tav Torino-Lione: come dimostrare l’indimostrabile
di Silvia Maffii e Marco Ponti

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Troppi costi inutili: il mondo rinuncia all’alta velocità

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Incredibile: la Corte dei Conti dice NO TAV

1) l'opera è caratterizzata da CARENZE metodologiche del PROCESSO DECISIONALE che hacondotto all'adozione della complessa operazione: NESSUNO studio di fattibilità attendibile aveva quantificato la VANTAGGIOSITA' di tale operazione rispetto al sistema creditizio tradizionale per realizzare gli investimenti.
2) emergono elementi di forte rischio dai rapporti negoziali attivi e soprattutto passivi ereditati dallo Stato: complesse clausole finanziarie PENALIZZANO spesso la parte PUBBLICA
3) è IMPOSSIBILE acquisire, dagli atti a corredo del bilancio e dai provvedimenti di spesa ad essi sottesi, alcun riferimento utile a calcolare nel tempo la distribuzione dei costi e dei benefici tra le generazioni di utenti e contribuenti interessati
4) l'opera PREGIUDICA L'EQUITA' INTERGENERAZIONALE, caricando in modo sproporzionato su generazioni future (si arriva in alcuni casi al 2060) ipotetici vantaggi goduti da quelle attuali. Vengono scaricate sulle generazioni future oneri relativi ad investimenti, la cui eventuale utilità è beneficiata soltanto da chi li pone in essere, accrescendo il debito pubblico, in contrasto con i canoni comunitari
5) i contratti attuativi si basavano su stime di flussi e di ritorni economici dell'opera non solo ALEATORI, ma anche IRREALISTICI e sostanzialmente INESISTENTI

6) MANCA un'azione costante di VERIFICA SULL'OPERATO DEI MANAGER PUBBLICI, dai quali si ereditano gli effetti delle decisioni, con il risultato che gravi errori da questi commessi non vengono valutati sotto il profilo di una ipotetica responsabilità sociale
7) è completamente INATTENDIBILE fin DALL'ORIGINE la quantificazione dei FLUSSI DI ENTRATA presi a riferimento dall'ipotesi di finanza di progetto, così come sono nettamente SOTTOSTIMATI I COSTI dell'opera
8) che sono assolutamente RILEVANTI gli ONERI caricati sullo STATO, la GRAVOSITA' delle operazioni di PRESTITO e delle procedure ad esse collegate, la SCARSA TRASPARENZA amministrativa e contabile della gestione del debito
9) che l'unico progetto finanziario disponibile è quello iniziale: esso si basava su STIME MOLTO OTTIMISTICHE di FLUSSO PASSEGGERI e di UTILIZZAZIONE DELLA RETE, sia in termini di treni passeggeri che di treni merci. La scissione tra questa previsione, l'andamento dei lavori e le stime della utilizzazione della rete ferroviaria da parte dei soggetti interessati, nonché la stessa individuazione generica di questi ultimi senza riscontri di carattere programmatico e contrattuale, hanno reso l'ipotesi dell'AUTOFINANZIAMENTO meramente VIRTUALE, inducendo il graduale abbandono del progetto iniziale, con contestuale ACCOLLO DEL DEBITO correlato al patrimonio separato a carico dell'ERARIO
10) che è evidente la forzatura iniziale che, attraverso un progetto finanziario
troppo ottimistico, ipotizzava un autofinanziamento mediante project finance: in realtà si trattava ab origine di linee ferroviarie finanziate con DEBITO PUBBLICO FUTURO, neppure acquisito alle migliori condizioni di mercato
11) che un progetto delle dimensioni dell'Alta velocità non può ritenersi accettabile solo in relazione all'indubbia strategicità dei fini in esso contenuti, ma deve essere accompagnato da una REALISTICA analisi dinamica della copertura economica. Diversamente opinandosi, non poteva che verificarsi un INERE RILEVANTISSIMO per la FINANZA PUBBLICA, come avvenuto nel caso di specie.

Chiunque legga queste considerazioni ha la certezza di leggere i punti di un documento preparato da un gruppo No Tav.
Invece, incredibile ma vero, sono le considerazioni che emergono da una relazione presentata dalla Corte dei Conti con data 11 dicembre 2008 e intitolata "Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema "Alta velocità"
Leggendo questa relazione è netta la sensazione che la Corte dei Conti non si capaciti di come un'opera del genere possa essere anche solo stata pensata e di come sia stata gestita.

Dopo questa lettura ci e vi chiediamo:
1) come si fa ancora ad avere dei dubbi sulla necessità di questa opera?
2) come fanno i politici di tutti i maggiori partiti a continuare a sostenerla e a dire che va assolutamente realizzata?
3) come si fa a non sostenere con forza le istanze del popolo della Val di Susa?
come si fa a continuare ad avere fiducia nei partiti?
4) come si fa a continuare a credere ad uno stato che se ne sbatte completamente delle considerazioni di un suo organo preposto al controllo delle entrate e delle spese pubbliche? come si fa a continuare ad avere fiducia nei mezzi informativi tradizionali che invece che portare alla luce queste informazioni si concentrano sulle presunte violenze di alcuni manifestanti nascondendo così le giuste motivazioni delle proteste degli abitanti della Val di Susa?


Per leggere la relazione nella sua totalità >> Leggi la relazione

 

 

Il professor Angelo Tartaglia, per 5 anni rappresentante della Comunità Montana Bassa Val Susa nell’Osservatorio Tecnico, ha pubblicata già in questi giorni:

“SINTESI DEI RISULTATI DELLO STUDIO SULLA CONVENIENZA ECONOMICA DELL’IPOTIZZATA NUOVA LINEA FERROVIARIA TORINO-LIONE”

Di seguito trovate la Conclusione :

“Analizzando i dati economici relativi all’ipotizzato nuovo collegamento ferroviario tra Torino e Lione e gli scenari evolutivi credibili per il trasporto internazionale delle merci, si evince che:

- l’economicità di una nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione richiede flussi, in particolare di merci, che sono più di un ordine di grandezza superiori a quelli verificatisi nell’ultimo decennio (fino a 40 volte e più);

- Il volume di traffico, tanto di passeggeri che di merci, lungo il corridoio della Valle di Susa è da tempo tendenzialmente in calo e non ha motivo di crescere in maniera rilevante nei prossimi decenni;

- Non vi è alcuna ragionevole prospettiva di saturazione della linea esistente entro tale arco di tempo;

- una nuova linea non potrebbe far altro che essere fonte continua di passività;

- l’opera sarebbe, di conseguenza, del tutto ingiustificata anche in una situazione economica molto migliore di quella presente;

- i benefici non direttamente economici ipotizzabili non sono tali da modificare la valutazione negativa;

- in caso di realizzazione parziale della nuova linea con utilizzo della linea storica tra Susa e la piana delle Chiuse l’esercizio risulterebbe comunque in passivo anche se la linea funzionasse in condizioni di saturazione.

La divergenza tra le conclusioni di questa analisi e quelle tratte negli Studi economici e socioeconomici allegati dai proponenti al progetto preliminare deriva dal fatto che in quei documenti si fanno ipotesi del tutto ingiustificate riguardo all’evoluzione futura dei traffici lungo la direttrice Torino-Lione e, nel caso di realizzazione parziale, non si tiene conto della capacità limite della tratta di linea storica che continuerebbe ad essere utilizzata.

[leggi la relazione in .pdf]

 

FERMATEVI !
Un appello alle istituzioni e alla politica

I referendum del 12 e 13 giugno hanno cambiato lo scenario politico ponendo al centro dell'attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune. Di fronte a noi - ai milioni di donne e uomini che hanno contribuito al suc-cesso referendario - sta ora l'obiettivo di costruire una agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di società, di sviluppo e di partecipazione democratica.
Di questa prospettiva c'è oggi un banco di prova non eludibile: lo scon-tro tra istituzioni e popolazione locale sull'inizio dei lavori di costruzione, in Val Susa, di un cunicolo esplorativo in funzione preparatoria del tunnel di 54 km per la progettata linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione. Per superare la situazione di stallo determinata da tale scontro si prospetta un intervento di polizia (o addirittura militare) che rimuova le resistenze in atto. Sarebbe una soluzione sbagliata e controproducente.
Ci possono essere opinioni diverse sulla necessità di potenziare il tra-sporto ferroviario nell'area e sulle relative modalità ma una cosa è certa. La costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non è una questione (solo) locale e l'opposizione delle popola-zioni interessate non è un semplice problema di ordine pubblico. Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali.
Per questo, unendoci ai diversi appelli che si moltiplicano nel Paese, chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalità: si sospenda l'inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale (sino ad oggi elu-so) su opportunità, praticabilità e costi dell'opera e sulle eventuali alternati-ve. In un momento di grave crisi economica e di rinnovata attenzione ai be-ni comuni riesaminare senza preconcetti decisioni assunte venti anni fa è segno non di debolezza ma di responsabilità e di intelligenza politica.

26 giugno 2011


Paolo Beni, Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Va-lentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli

 

 

COMUNICATO STAMPA RICORSO TAR CUNICOLO de

LA MADDALENA di CHIOMONTE

[leggi il comunicato in .pdf]

 

 

 

 

IL PROGETTO PRELIMINARE

TRATTA NAZIONALE

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10 DICEMBRE 2010 AVIGLIANA TEATRO FASSINO

CONVEGNO : LE RAGIONI DI CHI SI OPPONE ALLE GRANDI OPERE INUTILI

 

Le Ragioni di chi si Oppone alle Grandi Opere Inutili. from QUI TORINO LIBERA on Vimeo.

 

 

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IL PROGETTO PRELIMINARE

TRATTA INTERNAZIONALE

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LA GRANDE OPERA

Venerdì 16 Aprile, al via su LA7 la nuova edizione di “EXIT”, il programma di inchieste condotto da Ilaria D’Amico. A inaugurare la prima delle otto puntate monografiche, è l’inchiesta firmata da Alessandro Sortino sulla cosiddetta TAV, la nuova linea ferroviaria che dovrà collegare Torino a Lione, passando sotto le Alpi. Un'opera assai più costosa del ponte sullo stretto di Messina.

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Bugs Bunny e i carotaggi farsa in Val di Susa

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La stangata

18 anni fa è stato presentato per la prima volta il progetto della TAV. Era prevista una spesa di 15 miliardi euro, quasi tutto da capitali privati. I politici dell’epoca, infatti, avevano promesso che l’opera si sarebbe in parte autofinanziata e che il 60 per cento dei quindici miliardi necessari alla sua realizzazione sarebbero arrivati da investitori.

La realtà è stata ben diversa: i quindici miliardi sono già diventati 32 e ancora la TAV non è finita. Purtroppo l’alta velocità è tutta a carico del cittadino che la sta pagando con le tasse perché per trovare i fondi lo stato italiano si è indebitato per decenni. Ci vorranno due generazioni per saldare il debito che ha contratto.

A Presadiretta Alessandro Sortino ha svelato la lunga catena degli appalti e dei subappalti della TAV per cercare le ragioni di questa vera e propria stangata per i conti pubblici.

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Ascolta il servizio trasmesso durante la trasmissione

Radio Anch'io su Rai Radio 1

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serve Real Player scaricabile gratuitamente al seguente indirizzo

http://italy.real.com/realplayer/

 

TAV: le ragioni liberali del no - Istituto Bruno Leoni

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Intervento Audio di Andrea Boitani sul Tav Torino - Lione

Ascolta

Andrea Boitani ha ottenuto l’M.Phil. alla Università di Cambridge, dove ha anche svolto attività di insegnamento. Attualmente, insegna Economia politica all’Università Cattolica di Milano ed Economia della regolazione al Master in Economia pubblica e al Dottorato in Economia e finanza delle amministrazioni pubbliche, presso la stessa università. Ha fatto parte della Commissione Tecnica per la spesa pubblica presso il Ministero del Tesoro dal 1993 fino al suo scioglimento, nel 2003. E’ stato consigliere economico del Ministro dei Trasporti e componente delle commissioni incaricate di predisporre il Piano Generale dei Trasporti (1999-2001) e il Piano Nazionale della Logistica (2004-2005). E’ autore di varie pubblicazioni nei campi della Macroeconomia e dell’economia della regolazione e dei trasporti.

 

DAGLI AMICI DI AMBIENTEVALSUSA

Prima dichiarazione di Sandro Plano dopo la sua elezione a Presidente della Comunità Montana

 

 

 

16 ottobre 2009

TAV, a che punto siamo?

[download presentazione in .pdf 5mb]

 

Volantino sui risultati dell'Osservatorio

[scarica il volantino in .pdf]

 

TAV O MANUTENZIONE ORDINARIA?

Da anni il movimento No-TAV denuncia come l'impiego di fondi che si vorrebbero destinare per costruire l'inutile linea della Torino-Lione dovrebbe essere utilizzato in modo più opportuno per una corretta manutenzione della linea storica e dei treni che su di essa transitano.
La recente tragedia di Viareggio ha tragicamente messo sotto gli occhi di tutti ciò che da anni diversi esperti del movimento No-Tav preannunciavano. Di seguito quanto scritto da Claudio Giorno nel 2006 a proposito del convogli Modalhor per la realizzazione dell´"Autostrada Ferroviaria" (parte integrante di quella comunicazione mediatica che doveva contribuire a creare il consenso attorno alla realizzazione della nuova linea ad Alta Velocità/Capacità)...

[leggi la continuazione]

[scarica il volantino in .pdf]

 

Video Serata Informativa

CONSUMARE IL TERRITORIO FA USCIRE DALLA CRISI O LA PEGGIORA?

Sono inevitabili TAV e Piano Strategico?

con MAURIZIO PALLANTE


 

[VIDEO SECONDA PARTE]

[VIDEO TERZA PARTE]

[VIDEO QUARTA PARTE]

 

Martedì 25 settembre 2007 :

Il comitato NO TAV AVIGLIANA a Strasburgo

[ foto]

 

"O voi difendete il vostro territorio con tutte le vostre forze, cosa che state facendo e di cui mi compiaccio, oppure non troverete altri; anzi, prima di tutto si cercherà di dividervi, secondo si cercherà di far passar l'idea che l'Alta velocità procura benessere e lavoro: non è vero..."

Con queste parole Ferdinando Imposimato, uno dei più importanti magistrati del nostro Paese termina il suo intervento dell'11 giugno 2007 ad Avigliana.

Bozza S.I.A. la Cartina (con gli impatti fluviali) dei 3 tracciati
Dallo studio di fattibilità ITALFERR (RFI) per l'ipotesi "Destra Dora", con tratta in Val Sangone, la Relazione generale del tracciato con prime indicazioni di criticità
1° maggio No Tav [leggi volantino]
Cronaca del convegno "si tav, ma quando ?"
del 16.04.07 [leggi la continuazione]
SABATO 31 MARZO 2007:

Una folla enorme, colorata, quasi festante. La rappresentazione esatta del popolo NO TAV...
[leggi la continuazione del Comunicato dei Comitati NO-TAV]

 

 

info@notav-avigliana.it

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